Fuori dal coro a cura di MARCO SAYA

Allucinazioni (Sparse) Riflessioni sul terzo millennio. Laboratorio di scrittura creativa libera e improvvisata. Tutte le poesie inserite sono tutelate dai diritti d'autore © 2007
05/01/2009

Situazione temporanea

situazione-temporanea

Alcuni estratti tradotti dalla mia nuova raccolta.

“dove vai?” mi chiedeva mia madre
solcata dalle rughe della paura,
“ancora non so”,
le rispondo (dopo vent’anni)
da guitto di circonvallazione,
sempre un casino Piazzale Lodi
sino al prossimo semaforo
e gli attimi ti consumano le mani,
anche il volante si deteriora!

“where are you going?” would ask mum
furrowed by fear,
“don’t know yet”
I still answer her – after twenty years –
of strolling the ring-road,
always a mess Piazzale Lodi
up to the following traffic lights
time uses your hands up
and wears out the steering wheel.

*
ci si vede ogni tanto…
forse più per ricordarci
che ci siamo.
il come poco importa,
giri lo sguardo,
caleidoscopio di maschere,
colori appiccicati
- più o meno posticci -
in feste di labiali,
talvolta la parola dice.
ci si vede ogni tanto ...

we meet now and then ...
probably just to remind us
we’re still alive.
doesn’t matter where
we cast a glance around,
kaleidoscope of marks.
stuck colours
- more or less artificial –
in labial parties,
sometimes a word helps.
we meet now and then ...

*

Milano, quando ci sbarcai era bella,
nonostante la saudade mi innamorai
di quella nebbiolina che, allora,
s’incuneava tra le case di città studi.
sono passati più di quarant’anni,
gli amori passano,
anche le città cambiano,
e quella nebbiolina
ha scelto un altro amante ...


Milan, when I landed there, was beautiful
in spite of the saudade, I fell in love
of that misty fog wedging itself
among the students’ houses.
more than forty years went by,
love stories don’t last,
cities change as well
and that misty fog
chose another lover.

*

Pausa

luna piena, stasera.
danze di coleotteri.
giù dal panettiere.
osservo.
l’afa respira
dal cemento.
la pala ridona
ossigeno.
“che ora è?”.
buttàti
sul letto.
nudi.
voci fuori,
odo!
mix di labiali,
suoni
della disperazione.
tramortiti
sulle coste.
scorribande
di scarichi.
piste lapidate
da fiori.
luci affievolite,
pile consumate,
si spengono.
tutto tace,
ora. punto.
               
Pause


Full-moon, tonight.
Coleopters dance
down the street
by the baker’s.
I’m watching.
sultriness breaths
from cement.
the fan gives
some air.
“what time is it?”
naked in bed.
voices outside
I can hear
a mixture of sounds
tongues of despair.
stunned
on the sea shore.
unloading raids.
tracks stoned
by flowers.
weakened lights,
worn out battery.
turn off.
everything’s quiet,
now. period.

 

*

 

La storia inizia indietro

 

la storia inizia indietro,
pianti neonati in una villetta sudamericana,
lumache alle pareti
bianche e scrostate
con l’atlantico ai piedi.
“dov’è papà?”,
“in giro per il mondo”, la tata mi sollevava
già sballottato di mano in mano…

gli aquiloni, con quel vento lì,
un tiro alla fune verso l’alto.
manca la stretta sicura,
un dubbio che mi porto da sempre,
una risposta persa tra la sabbia fine.
“cosa aspetti a tornare a casa?”
corrono le piccole gambe,
corrono i giorni da rito uguali.

la finestra sorride al poco verde
- ora - stretto tra mura di polveri.
“dov’è la ciclabile?”,
e “quel tram che mi salutava?”
e "l’adolescente che scalava la vetta della vita?”
si affaccia da altri balconi,
la Milano volgare,
incancrenisce immagini
di figurine, copie di abitanti.

l’onda mi veniva incontro,
amica nel gioco dello spruzzo.
il Corcovado ci abbracciava
con il calore, colori della gioia.
non sapevo di povertà.
non sapevo di sifilide.
non sapevo di multinazionali.
sapevo di essere felice.

il grigiore di un open space
in finte periferie adornate
con lampioni simil Versailles, sparuti
come bianchi cigni stagnanti di contorno
a quattro sedie thonet da bar.
“che ti va di prendere?”
per ammazzare la noia
del pre solarium chè
nuovi raggi anticipano il sereno.

la strada saliva tortuosa,
un chiosco di banane - pit stop -
anticipava la vista del Cristo.
le vie sono tutte uguali, oggi,
una foto sbiadita qua e là
segna un percorso di croci
e quel Padre l’ho perso
nell’infanzia della mente.

“hai preparato l’offerta?”, ti chiede un estraneo.
“hai fatto i compiti?”, ripeteva mia madre.
ora capisco la congiunzione degli intenti,
figlia della rabbia disperata
rassegnata al voto di castità
come appartenere, essere in questo mondo
e avvertirne il recinto
perché fuori è buio pesto.

il tempo aiuta a morire.
“che ore sono?”,
il ricordo è vita a ritroso
come quando torni sui tuoi passi,
come quando gli alberi
sfrecciano impazziti
perché i tuoi occhi
vedono frazioni di intervalli
e la storia inizia indietro.



my story starts farther back
a baby crying in a small south-american house
snails on the white unplastered walls
the ocean on the foot.
“where’s dad?”
“somewhere ‘round the world” nanny’d lift me
a soon tossed about child.

kites flying in the wind
a rope pulled towards above.
always wondered if my hand
was firm enough,
the answer is lost amid the fine sand.
“why don’t you go home?”
run the short legs,
run the days ritually alike.

the window smiles to the little green
- no – closed between dusty walls.
“where’s the cycle track and the old bus
that used to greet me? and the boy
climbing the life’s top?”
he leans out of different balconies,
vulgar Milan
sours faked people, copies
of inhabitants.

the wave used to meet me
friendly playing in a splash.
Corcovado would hug us
with its warm joyful colours.
I knew nothing about poverty
syphilis and multinationals.
I knew I was happy.

the grey of an open space
in false suburbs embellished
with street lamps imitating Versailles,
haggard like white stagnant swans
around four thonet bar chairs.
“what would you like to drink?”
just to kill the tedium
of pre-solarium ‘cause
new rays anticipate the clear sky.

the winding road would go uphill,
a banana stand – a pit stop –
preceded the view of the Christ.
streets are all alike nowadays,
a faded picture marks
a path of crosses, now and then
I lost that Father
during the childhood of my mind.

“did you prepare your offer?” somebody asks.
did you do your home-works?” repeated mum.
now I understand the double purpose,
son of a desperate anger
resigned to a vow of chastity
how to belong and live in this world
while you are conscious of the fence
‘cause it’s pitch dark out there.

time helps to die.
“what time is it?”
memory is life going backwards
like when you retrace your steps
and the trees madly speed up
‘cause your eyes
can see fragments of intervals
and the story starts farther back.

 

Traduzione a cura di Rose Bazzoli

Bresciana di origine, Rose Bazzoli ha soggiornato a lungo in varie città d’Italia e all’estero. Dopo gli studi classici, si è dedicata a diverse lingue straniere. L’inglese è tuttavia la lingua che ha visto Rose maggiormente impegnata, anche professionalmente. Ha lavorato infatti come interprete, per committenti americani, svedesi e tedeschi. Attualmente, si occupa di traduzioni dal e in inglese, soprattutto di poesia. Ha tre pubblicazioni all’attivo e sta lavorando ad una raccolta antologica di artisti bresciani. Collabora a www.lettori.net e a www.cartesensibili.wordpress.com

 

rose                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

http://www.puntoacapo-editrice.com/index_file/Page2195.htm                                                                                                      

http://cartesensibili.wordpress.com/2008/12/28/situazione-temporanea-di-marco-saya-recensione-a-cura-di-luigi-metropoli/#comment-105

                                                                                                       

http://vocativo.splinder.com/post/19480680#comment

                                                                                                        

http://farapoesia.blogspot.com/2009/01/su-situazione-temporanea-di-marco-saya.html

                                            

http://www.poetilandia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=445:libri-situazione-temporanea-di-marco-saya-puntoacapo-editrice&catid=53:libri&Itemid=122

postato da poesiaoggi alle ore 15:51 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: pensieri, musica, poesie, poesia, scrivere, riflessioni, libri, leggere, lettura



Commenti
#1   05 Gennaio 2009 - 17:09
 
Delle tre che hai postato preferisco l'ultima dal titolo "La storia inizia indietro"....originale e con un gusto insolito...

;-)))
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#2   05 Gennaio 2009 - 17:13
 
Molto interessante anche la recenzione di Metropoli...
Noto con orgoglio che hai iniziato alla grande il nuovo anno.
Bacino.

IVRAM
utente anonimo

#3   05 Gennaio 2009 - 19:01
 
Ciao Marco. Invito te ed i tuoi amici sul mio blog per lasciare una richiesta alla Befana. Purtroppo, non sono io, anche se potrebbe sembrare ;).
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente naura

#4   05 Gennaio 2009 - 22:58
 
In bocca al lupo per la fortuna del tuo libro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GinoDiCostanzo

#5   06 Gennaio 2009 - 16:03
 
Originale il titolo della tua raccolta ! Già, tutto è davvero temporaneo. Dal lavoro alle conoscenze, dai dolori all'allegria, e perfino il nostro essere noi stessi, sempre in divenire.

Di questi stralci mi è piaciuta la seconda: 'ci si vede ogni tanto...' / 'we meet now and then...'
Da l'idea della rapidità e del poco tempo su cui al giorno d'oggi girano molte relazioni interpersonali.

Gradita anche la traduzione in inglese in abbinata. E' una lingua che mi piace molto, essenziale, semplificata, anche se le poesie perdono, in generale, armoniosità rispetto al testo in italiano. (Io stessa avevo aperto recentemente un blog tutto in inglese, incluse le poesie. Ma ho deciso di stop.parmi. Richiede troppo tempo, che non ho).

Complimenti per il tuo blog. Vedo che è sempre aggiornato con tantissime tue opere ed hai anche una sequela davvero nutrita di fans :-)

Un saluto e Buon Anno (anche se è iniziato da un po'), Silvia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente TakeOff8

#6   06 Gennaio 2009 - 18:09
 
Sono passata ora, come fanno le befane, per lasciarti un pacchettino di saluti e ti grazie ..in-tinte nel marzemin(i)o. Un rosso che scalda come un bell'incontro,fatto per strada quando non te lo aspetti. Rose è "influenzata" e bloccata dalla neve.Dalle sue parti pare ne sia caduta parecchia. Ti ringrazio per lei e postrò il link nel tuo post...ma che lingua sto parlando? Le befane parlano solo una lingua che sa di calze ai ferri e di mostarda...magari anche un po' di ma-scarpone,morbido morbido. Scherzo dai,da oggi si apre il carnevale...Anche se altrove è altra carne quella che vale?Un abbraccio.fernirosso
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#7   06 Gennaio 2009 - 22:06
 
#6

Grazie Ferni per il passaggio e per il tuo bellissimo blog letterario che invito tutti quanti a visitare! niente carbone? ;-))) A proposito di neve qui a Milano ha ripreso, domani si "slitta!". Ringrazio anche Rose per l'ottimo lavoro di traduzione, insomma ringrazio entrambe e auguri per un buon inizio 2009.

#5

Benvenuta Silvia, pensa che ci ho messo dei mesi per scegliere un titolo che fosse adeguato per questa raccolta! sì, un divenire sempre precario, incerto. Ci si vede ogni tanto: riflette un pò l'usa e getta della nostra comunicazione sempre più faticosa, si fa fatica a parlare e ancora di più ad ascoltare!
La traduzione è eccellente, non ringrazierò mai abbastanza Rose per il "senso" musicale che è riuscita a trasmettere in questa lingua. Sì, l'aggiornamento del blog è fondamentale, penso sempre che il blog debba essere un work in progress assieme a tutti coloro che hanno la santa pazienza di leggermi. ricambio gli auguri e confidiamo in un 2009 più sereno. grazie!

#4

Grazie Gino, la poesia è sempre un mercato "ostico"! ;-)

#3

Passo naura per la mia richiesta.;-)

#2

Vero Ivram, Luigi Metropoli è una persona che sa entrare nel mondo dell'autore. La storia inizia indietro è un pò il consuntivo parallelo di una mezza stagione vissuta che parla al bambino/adulto.

Un caro saluto
Marco
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#8   07 Gennaio 2009 - 11:01
 
ciao! mi piacerebbe sapere qualcosa in più sulla tua raccolta
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente artemisia80

#9   07 Gennaio 2009 - 14:15
 
che sia un buon anno,
titti
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#10   07 Gennaio 2009 - 15:21
 
#9

Buon anno anche a te Titti!

#8

Ciao Artemisia, ti ho lasciato un msg in pvt.

Marco
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#11   07 Gennaio 2009 - 16:21
 
Fra qualche giorno comincerò un bel corso d'inglese one-to-one... mi piacerebbe, tempo permettendo, avere un minimo di padronanza della lingua tale da tradurre in modo decente quello che scrivo... mi piacerebbe essere letta all'estero, nonostante i miei scritti non siano di grande spessore e il mio background culturale sia tecnico-scientifico...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IrinaP

#12   08 Gennaio 2009 - 15:07
 
#11

Ciao Irina, la poesia in generale è molto difficile da tradurre in qualsiasi lingua ed è sempre meglio farlo fare da chi è in grado di lasciarne il senso nella traduzione. Io da anni faccio tradurre alcune mie liriche che poi sottopongo al " mercato estero". Il discorso è complesso, l'editoria a pagamento è poi molto sviluppata sia in inghilterra sia negli states, lì addirittura sono degli sciacalli, sino ad ora ho sempre rifiutato le loro pessime proposte economiche...
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#13   10 Gennaio 2009 - 10:29
 
Marco, ridimmi il nome della casa editrice, vuoi? rose
utente anonimo

#14   10 Gennaio 2009 - 11:31
 
Ciao Rose, questo è il link:

http://www.puntoacapo-editrice.com/

Marco
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#15   10 Gennaio 2009 - 14:15
 
Grazie, molto gentile.
I'm getting very forgetful ... l'età, sicuramente ...

Ciauz! rose
utente anonimo

Commenti

Chi sono

Utente: poesiaoggi
Nome: Marco Saya
Musicista jazz e poeta. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bambole di Cera (2001) edito da Antitesi - Laura Vichi Publisher con il quale si è classificato secondo al concorso nazionale di poesia “La Cittadella” e al concorso internazionale “Victor Hugo”; Raccontarsi (2002) raccolta di poesie edita dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 4-poets, silloge poetica edita dalle Edizioni Il Filo (2003) e Noi, atomi alla ricerca di un nucleo (2005) sempre con le Edizioni Il Filo. È presente poi in diverse antologie tra cui segnaliamo: L’albero degli aforismi (2004), Il segreto delle fragole (2005) e L’antologia delle stagioni (2006) editi da Lietocolle; Swing in versi (2004) edito da Lampi di Stampa e Vicino alle nubi sulla montagna crollata (2007) edito da Campanotto. Ha collaborato poi con il mensile letterario Il Filo e ha condotto una rubrica musicale sul sito della Rizzoli Speaker’s Corner. Presenzia ad alcuni concorsi di narrativa e poesia in qualità di membro di giuria. È presente su tutti i più importanti siti di poesia, tra i quali Nazione Indiana e La poesia e lo Spirito, di cui è uno dei redattori; alcune sue poesie sono apparse ripetutamente sulla rubrica Lo Specchio curata da Cucchi. Raccoglie, poi, importanti risultati nei vari concorsi proposti (poesie segnalate nelle ultime due edizioni del premio “Lorenzo Montano”) È socio, infine, di Milanocosa. Disponibile l'ultima raccolta poetica dal titolo Situazione Temporanea edita da Puntoacapo editrice (dicembre 2008)


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